Apple: se le manette sono di lusso allora nessuno protesta
Vai alla fonteOggi vi parlerò ancora una volta dei DRM, Digital Rights Management per i produttori di contenuti, Digital Restrictions Management per tutti coloro che sostengono l’inutilità, le restrizioni della libertà nell’uso dei prodotti acquistati legalmente, il costo sull’utente e le vere e proprie violazioni della propria privacy e della sicurezza dei nostri apparati elettronici che sono la conseguenza diretta ed indiretta dell’implementazione di tali sistemi nei nostri dispositivi.
La lotta contro i DRM è una battaglia antica, risale alle prime violazioni dello standard red-book (lo standard dei cd-audio) operate dalle case discografiche per inserire sistemi anticopia nei cd. Molti di quei cd, proprio perché violavano lo standard dei cd-audio, erano illeggibili su molte periferiche, come ad esempio i lettori multi-cd di molte autoradio. Nonostante le numerose denuncie degli utenti ed una causa intentata da Philips (azienda che aveva ideato il formato) contro tutte le aziende che diffondevano cd con il marchio “Compact Disc Digital Audio” pur non rispettando le specifiche del formato, le violazioni dello standard sono proseguite, fino a sfociare nell’ormai famosissimo scandalo del rootkit Sony.
Fu poi la volta delle protezioni anticopia dei DVD-video, questa volta previste già in fase di progettazione del formato. Dei sistemi DRM presenti nei DVD si parlò poco ed infatti il formato conobbe un’immediato successo. Questo fino a quando gli utenti di alcuni sistemi operativi scoprirono, con estremo disappunto, di non poter visualizzare i DVD nei loro computer. Colpa del Content Scramble System (in breve CSS), il sistema di protezione anticopia dei DVD che rendeva queste periferiche inutilizzabili in tutti quei sistemi operativi che, per volontà dei produttori, non avevano la licenza di usare un descrambler. Questa fastidiosa limitazione durò fino a quando Jon Lech Johansen, insieme a due altri programmatori, non riuscì a violare il sistema anticopia realizzando DeCss, un programma in grado di aggirare la protezione e di consentire la riproduzione del DVD protetto su qualsiasi computer. La cosa naturalmente mandò su tutte le furie i produttori di contenuti che denunciarono Johansen portandolo in tribunale. I produttori però persero la causa, per ben tre volte i giudici stabilirono che la copia ad uso personale di materiale originale e la sua visione su qualsiasi periferica sono un diritto dell’utente. L’esito positivo della causa fu possibile soltanto perché Johansen era olandese e l’insulso DMCA americano non era applicabile in quel paese.
Ma il vero boom nelle polemiche contro i DRM è avvenuto con l’uscita di Windows Vista. Io ho sempre cercato di tenere ben separata la questione dei DRM dal sistema operativo in uso, anche se all’uscita di Vista ho ovviamente portato l’attenzione su alcune “feature” pro-DRM del sistema operativo realizzato da Microsoft, uno in particolare, il supporto ad HDCP. All’uscita di Vista sembrava che il mondo fosse pieno di persone attente alla loro libertà, veri e propri paladini della causa contro i DRM, gli articoli che avevo scritto su Vista ed i DRM avevano ricevuto enorme attenzione, un sacco di link e molti commenti.

Protezione dei contenuti: vignetta di Xkcd
Non altrettanta attenzione ottenevano gli articoli in generale contro i DRM, magari in particolare quelli di Sony o ancora di più di Apple. Poi ho assistito ad un fenomeno curioso, molti utenti che blateravano contro il software proprietario di Microsoft scrivevano articoli entusiastici a favore del software proprietario di Apple. A mio modesto avviso il software proprietario è software proprietario sempre, sia che sia distribuito da Microsoft sia che sia distribuito da un’altra azienda.
Ma il peggio è avvenuto quando Apple ha lanciato iPhone. Quella specie di telefono aveva tutto ciò che un utente NON dovrebbe desiderare: sim bloccata, restrizione nell’uso delle suonerie, restrizioni nell’uso dei programmi, implementazioni di DRM, violazioni della privacy. Ho letto da qualche altra parte cose assurde sull’iPhone, ad esempio è più facile ottenere una licenza di 007 piuttosto che riuscire ad installare l’SDK su un iPhone. Eppure la gente faceva la coda per acquistare quel cellulare, tutti ne scrivevano entusiasti e l’hype generato intorno al fenomeno ha consentito la vendita di milioni di iPhone. Vendita che non è diminuita nemmeno quando Apple ha tagliato brutalmente i prezzi di iPhone ed ha fatto uscire dopo breve tempo un modello 3G (caratteristica assente nei primi iPhone), danneggiando i fessi che avevano acquistato, a cifre assurde, le prime versioni del cellulare.
Poi qualche giorno fa, su Ars Technica ho visto questo:

La protezione HDCP, quella che tanto aveva fatto discutere in Vista, applicata ai sistemi Apple. Allora ho capito che se un giorno la battaglia dei DRM sarà vinta, cosa di cui comincio a dubitare, la vittoria non sarà dovuta al fatto che gli utenti hanno preferito la libertà alla restrizioni ma più che altro al fatto che ci sarà sempre qualche fesso (come Johansen o come gli sviluppatori di alcuni software liberi come Videolan) disposto ad aggirare quelle protezioni per rendere liberamente fruibili contenuti che altrimenti non lo sarebbero. Gli utenti invece sono pecore che seguono le mode e la pubblicità: comprano decoder che magari poi non funzionano, non comprano Vista ma poi comprano televisori che supportano HDCP e lettori Bluray che allo stesso modo supportano HDCP così potranno vedere in alta risoluzione i naufraghi dell’isola dei famosi, comprano iPod invece di normalissimi, semplici da usare ed economici lettori mp3, dicono peste e corna del software proprietario e poi comprano Apple, che è pure peggio di Microsoft in tutti i sensi possibili; infatti la prima a fare business serio con i DRM è stata proprio Apple e non Microsoft e non credo sia un caso. Poi, questi stessi utenti, magari un giorno si incazzeranno perché non riescono a visualizzare, su un altro lettore mp3 o su un altro televisore, il loro film o mp3 preferito che avevano regolarmente acquistato su iTunes, inizieranno quindi a cercare febbrilmente su internet o su eMule programmi in grado di eliminare la protezione dai loro file, cercando di risolvere il problema non alla radice, ma quando ormai il danno è fatto.
Insomma, agli utenti le manette vanno bene, l’importante è che siano di lusso, magari con un bel case in alluminio ed una mela morsicata che si illumina sul retro che fa tanto fico. La Apple l’ha capito da tempo, gli altri prima o poi ci arriveranno.
Qualche vecchio articolo sui DRM:
- Qualche informazione sui drm;
- I fan dell’iPod evitano di usare iTunes a causa delle protezioni drm;
- La british library si scaglia contro i sistemi anticopia;
- Bill Gates, i drm sono una scocciatura, rippate la musica dai cd (e se lo dice lui!);
- difettosi per progettazione, campagna anti-drm;
- Il lento declino dei drm;
- Con i drm i vostri file diventano com il latte, dopo un po’ scadono e sono da buttare;
- iTunes inserisce le informazioni degli utenti in utti gli mp3, non solo in quelli senza drm;
- iPhone ed il copyright sulle suonerie, ovvero come pagare due volte per la stessa cosa;
- Blue screen of drm death, i guai di jesper johansson con i drm e windows xp media center;
- iPhone, se aggiorni il firmware addio applicazioni di terze parti;
- I drm e la zappa sui piedi;
- La follia dei drm, un altro lampante esempio;
- Nokia, gli sviluppatori linux devono adattarsi al business dei drm;
- iPhone, installare applicazioni di terze parti invalida la garanzia;
- Un carico di c.r.a.p.;