La fine di SOPA è vicina?

 

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La fine di SOPA è vicina?

Qualcuno dirà che vincere una battaglia non equivale a vincere la guerra, per cui è presto per entusiasmarsi: tutto giusto, anche se quanto ci ritroviamo a riportare in questo post è indubbiamente significativo. Nella settimana che ha visto le proteste contro SOPA divampare e acquistare supporto anche all’interno del mondo politico, Camera e Senato degli Stati Uniti hanno deciso di rinviare le votazioni su entrambi i disegni di legge anti-pirateria, conosciuti con le ormai famose sigle SOPA e PIPA.

Ad annunciarlo sono stati Lamar Smith e Harry Reid, secondo i quali i lavori sulle due leggi sono stati rinviati “fino a quando ci sarà un accordo più ampio su una soluzione. A quanto pare, proprio il crescente supporto delle società attive nel campo tecnologico, tra le quali Facebook, Google e Microsoft, hanno spinto la politica ad abbandonare la strada intrapresa in precedenza: naturalmente, gli Stati Uniti continueranno a cercare un modo per lottare contro la pirateria, ma a quanto pare quello sbagliato è – almeno per il momento – scongiurato.

Anche per questa decisione però non sono mancate le critiche, come quella del senatore Patrick Leahy:

“Verrà il giorno in cui i senatori responsabili di questa mossa si guarderanno indietro realizzando di aver avuto una reazione d’impulso a un problema monumentale. Da qualche parte in Cina, Russia e tante altre nazioni che non rispettano la proprietà intellettuale americana, criminali che non fanno altro che smerciare prodotti americani contraffatti e rubati stanno guardando in modo compiaciuto come il Senato degli Stati Uniti ha deciso che non ne valeva nemmeno la pena di dibattere su come fermare i criminali oltreoceano dal togliere energia alla nostra economia.”

Questo non è ovviamente il parere dei detrattori di SOPA, secondo i quali i nuovi provvedimenti causerebbero evidenti problemi di libertà d’espressione sulla rete, attribuendo un ruolo di sceriffo ai proprietari delle piattaforme costretti a essere responsabili di eventuali violazioni di copyright in esse avvenute.

Via | Engadget.com

La fine di SOPA è vicina? é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:00 di sabato 21 gennaio 2012.

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Picnik, il servizio di modifica delle fotografie, chiuderà in aprile

 

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PicnikPicnik, il diffuso servizio di modifica delle fotografie dal browser, chiuderà il prossimo 19 aprile. Chi ha acquistato un account premium che dovesse scadere dopo quella data sarà rimborsato del periodo non fruito e – a partire da oggi – le funzioni a pagamento saranno estese a tutti gli utenti finché Picnik continuerà a esistere.

Acquistato da Google nel 2010, Picnik sarà sostituito dal sistema integrato di Google+ perché «tutte le cose belle sono destinate a finire». Questa, testualmente, è la giustificazione degli amministratori del servizio. La chiusura comporterà la cancellazione di tutte le fotografie salvate su Picnik che possono già essere recuperate.

Un segnale della discontinuità di Picnik era stato dato da Flickr, la piattaforma di Yahoo, che l’aveva preventivamente rimosso dai propri servizi. Facebook e le applicazioni collegate a Picnik devono adeguarsi entro il mese di aprile. Considerando la popolarità della soluzione la perdita di Picnik desterà più di qualche lamentela.

Via | Google

Picnik, il servizio di modifica delle fotografie, chiuderà in aprile é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 10:00 di sabato 21 gennaio 2012.

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Microsoft vuole i matrimoni gay nello stato di Washington

 

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Microsoft vuole i matrimoni gay nello stato di Washington

Il dibattito sui matrimoni gay è uno degli argomenti più caldi in tutto il mondo, discusso ogni giorno da tantissime persone: ma forse nonostante ciò sorprende leggere il commento di Microsoft in merito. Nella settimana in cui la protesta contro SOPA è divampata e lo spettro della censura cala sulla rete, l’azienda di Redmond ha così deciso di offrire ulteriore carne al fuoco delle discussioni animate, attraverso un punto di vista tutt’altro che scontato.

Microsoft ha infatti deciso di unirsi ad altre cinque società (Vulcan, NIKE, RealNetworks, Group Health Cooperative e Concur), per supportare la proposta di legge destinata a legalizzare i matrimoni gay nello stato di Washington, dove per l’appunto ha sede il colosso informatico. I motivi? Eccoli qua, direttamente dal blog della società fondata da Bill Gates:

“In Microsoft siamo orgogliosi dei nostri prodotti e servizi, del nostro marchio e del nostro mercato globale. Ma senza ombra di dubbio i nostri impiegati sono la nostra risorsa più importante. […] Considerando che altri stati riconoscono l’uguaglianza del matrimonio gay, gli impiegati nello stato di Washington sono in condizione di svantaggio se non possiamo offrire un ambiente simile ai nostri impiegati talentuosi, alle nostre reclute migliori e alle loro famiglie. Le aziende nel settore tecnologico stanno affrontando una competizione nazionale e globale senza precedenti alla ricerca dei più talentuosi.

Nonostante i progressi fatti nel corso degli anni per le unioni domestiche, le coppie dello stesso sesso a Washington hanno ancora uno status diverso dai loro vicini. L’uguaglianza del matrimoni a Washington permetterebbe agli impiegati di essere alla pari di quelli negli altri sei stati che riconoscono le unioni delle coppie dello stesso sesso – Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, New York e Vermont. Questo si rivelerebbe in un aiuto per noi per competere alla ricerca di talenti.”

In sintesi: come facciamo a trovare e assumere persone talentuose nello stato di Washington, se alcune di queste sono discriminate? Una posizione a favore dei matrimoni gay che quindi non è priva d’interesse, e che quindi potrebbe far storcere il naso anche ai diretti interessati. Anche se c’è da dire che il supporto di un’azienda importante come Microsoft potrebbe sicuramente dare al disegno di legge (SB 6239 e HB 2516) una spinta in più.

Foto | Flickr

Microsoft vuole i matrimoni gay nello stato di Washington é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 09:00 di sabato 21 gennaio 2012.

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WordPress.com si propone come il nuovo lettore universale per i blog

 

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WordPress.comWordPress.com, la soluzione di Automattic per l’hosting dei blog, ha subìto un restyling dell’interfaccia per diventare una specie di lettore universale. Introdotta nel mese di settembre, la funzione di “follow” dei blog è stata integrata nel pannello d’amministrazione di WordPress.com con un ruolo primario — pure coi blog esterni.

È evidente l’intenzione di sottrarre dei seguaci a Google Reader. WordPress.com diventa, in questo modo, un potente lettore di feed: migliore, se le fonti sono ospitate su WordPress. Non è una condizione necessaria, perché i feed sono – appunto – universali. La rinnovata opzione di lettura è presente su tutte le applicazioni mobile.

Se, invece, non si seguono già dei blog? WordPress.com ha sempre avuto una funzione di ricerca per categoria: è stata ulteriormente migliorata consentendo di navigare attraverso le fonti più popolari del momento. Il “follow” potrebbe intasare la posta elettronica di aggiornamenti, perciò sarebbe preferibile consultarlo dal browser.

Via | WordPress.com

WordPress.com si propone come il nuovo lettore universale per i blog é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 08:00 di sabato 21 gennaio 2012.

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I nuovi utenti di Google saranno automaticamente iscritti a Google+

 

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Continua l’opera di Google di trasformare il suo social network in un collante che tenga insieme tutti i servizi forniti dall’azienda. Stavolta il passo è stato più grande: da oggi chi creerà un nuovo account di Google si ritroverà automaticamente anche con un profilo su Google+. Il vecchio form per l’iscrizione è stato ridisegnato e sono stati aggiunti nuovi campi come nome e cognome e sesso, dati necessari per l’iscrizione al social network. La descrizione di Google è molto chiara:

Il tuo account Google non si limita solo a Ricerca: Parla, chatta, condividi, pianifica, memorizza, organizza, collabora, scopri e crea. Utilizza prodotti Google (come Gmail, Google+ e YouTube) e visualizza la tua cronologia delle ricerche, il tutto con un solo nome utente e una sola password. […] Condividi contenuti in modo selettivo con amici, parenti (magari anche il tuo capo) su Google+. Apri un videoritrovo con gli amici, invia un SMS a un gruppo di persone contemporaneamente o segui soltanto i post di persone che ti interessano. Scegli tu.

E se un utente non volesse utilizzare Google+? Bisogna comunque completare l’iscrizione e scegliere “Elimina il profilo e rimuovi le funzioni Google+ associate” da Panoramica dell’account. In alternativa – non si sa ancora per quanto tempo – potete utilizzare il vecchio form ancora disponibile a questo indirizzo o creare un nuovo account Google passando per uno degli altri servizi dell’azienda come Calendar o Blogger.

Via | GoogleSystem

I nuovi utenti di Google saranno automaticamente iscritti a Google+ é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 18:00 di venerdì 20 gennaio 2012.

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Google: risolto il mistero sugli utenti "attivi" di Google+

 

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In pochi mesi di vita Google+ è riuscito a conquistare 90 milioni di utenti, più del doppio rispetto al numero annunciato appena tre mesi fa. A dichiararlo è stato Larry Page, CEO di Google, poco chiaro nello specificare quei dati, tanto da far sorgere una serie di sospetti poi confermati da altre fonti. Page, infatti, ha scritto: “gli utenti di Google+ sono molto presi dai nostri prodotti, più del 60% li utilizza quotidianamente, l’80% lo fa con cadenza settimanale“.

A rincarare la dose, e i sospetti, ci ha pensato Vic Gundotra, Senior Vice-President of Social Business presso Google, che ha pubblicato quattro immagini per celebrare i successi ottenuti dal social network: una dedicata al traguardo dei 90 milioni di utenti, una alle nuove caratteristiche aggiunge quotidianamente, una al milione di pagine create e l’ultima relativa proprio alle percentuali diffuse da Page. Gli utenti, nel commentare quelle foto, hanno chiesto a gran voce: “come è possibile che con tutti questi utenti attivi la mia timeline sia sempre deserta?“.

A rispondere ci ha pensato il sito ArsTechnica: le percentuali dichiarate da Google si riferiscono a quegli utenti iscritti a Google+ che utilizzano – quotidianamente o settimanalmente – uno dei tanti servizi offerti da Google, dal motore di ricerca al Reader, passando per Gmail e Mappe. E il sospetto di molti è stato confermato: in tantissimi si sono iscritti a Google+, ma in pochi lo utilizzano. E a Google, questo, lo sanno benissimo.

Via | ArsTechnica
Foto | Google+

Google: risolto il mistero sugli utenti “attivi” di Google+ é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 15:00 di venerdì 20 gennaio 2012.

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Intel permette di assicurare la propria CPU sui danni da overclock

 

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Intel permette di assicurare la propria CPU sui danni da overclock

L’overclock della CPU è una pratica ormai piuttosto comune, diffusasi nel corso del tempo anche grazie alla crescente facilità di realizzazione, grazie alla quale anche chi non è proprio tecnicamente esperto può riuscire ad aumentare con successo la frequenza del proprio processore. Tuttavia, l’overclock non è un qualcosa con cui scherzare, visto che il rischio è quello di friggere irrimediabilmente il costoso componente.

Con il cosiddetto Performance Tuning Plan, Intel ha deciso di dare una nuova possibilità agli smanettoni di tutto il mondo: quella di assicurare la CPU su eventuali danni da overclock, con la possibilità di riceverne una nuova di zecca nel caso in cui come dicevamo qualcosa dovesse andare storto.

Per una cifra che parte da 20$, i clienti Intel possono così assicurare il proprio modello: l’elenco di quelli supportati vede Core i5-2500K, i7-2600K, i7-2700K, i7-3930K e i7-3960X. È bene sottolineare come fa PC Gamer che questo comunque non vuol dire poter dare libero sfogo alla propria sete di MHz, in quanto un overclock sbagliato può danneggiare anche altri componenti.

Foto | Flickr

Intel permette di assicurare la propria CPU sui danni da overclock é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 14:00 di venerdì 20 gennaio 2012.

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Megaupload già pronto a riaprire?

 

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Megaupload già riaperto?

http://109.236.83.66 o in alternativa megaupload.bz: sembrano essere questi gli indirizzi dove Megaupload potrebbe clamorosamente riaprire nel giro di poche ore, anche se in un caso del genere è ovviamente necessario prendere tutto con le molle in caso di fake. Soprattutto nel caso in cui ci siano richieste di account e password di mezzo, altra minaccia che potrebbe far gola ai soliti malintenzionati.

Il messaggio sembra essere eloquente: prendendolo per buono, lo staff rimanente dopo gli arresti sarebbe già al lavoro per tornare a pieno regime con la piattaforma. L’estensione .bz appartiene allo stato del Belize: con un Whois si riesce a vedere che megaupload.bz è stato registrato il 9 agosto 2010, pertanto in ottica fake non sembrerebbe essere un qualcosa creato ad hoc nelle ore post-chiusura.

Ripetiamo comunque di andarci cauti, soprattutto prima di inserire dati riguardanti il proprio account. Grazie a giokj per la segnalazione.

Update: il sito sembra ora essere irraggiungibile usando il dominio megaupload.bz, continua a funzionare l’indirizzo IP.

Megaupload già pronto a riaprire? é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:30 di venerdì 20 gennaio 2012.

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Twitter ha acquistato Summify per contrastare l’information overload

 

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Summify, il prodotto dell’omonima società rumena – trapiantata negli Stati Uniti – è stato acquistato da Twitter. È una soluzione per ridurre l’impatto del fenomeno dell’information overload: il sovraccarico dell’informazione, generato dall’utilizzo “intensivo” dei social network. Si sviluppa in tre direzioni: mobile, e-mail e web.

A grandi linee, Summify recupera i contenuti più rilevanti dai servizi connessi al proprio account e restituisce un riassunto giornaliero degli aggiornamenti rilevanti. Perché Twitter ha pensato d’acquisirlo? Ovvio, per ridurre il «rumore di sottofondo» dei tweet. È un volume di informazioni eccessivo perché possa essere consultato.

Twitter ha inaugurato la forma del microblogging, un concetto che applica i brevi messaggi di testo alla comunicazione sul web. A distanza di sei anni, Twitter è un social network più maturo che compete (quasi) alla pari con Facebook. La conseguenza diretta è un traffico di dati insostenibile — ovvero il cd. “information overload”.

Via | Summify

Twitter ha acquistato Summify per contrastare l’information overload é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:00 di venerdì 20 gennaio 2012.

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Wolfram Education Portal, la nuova risorsa per studenti e insegnanti

 

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Wolfram MathematicaWolfram Education Portal è l’ultimo prodotto, ideato per studenti e insegnanti, sviluppato da Wolfram Research: la società che mantiene il motore di ricerca Alpha e Mathematica. Una risorsa che riassume le funzioni di tutti i servizi realizzati dagli ingegneri di Stephen Wolfram. Incluso il formato Computable Document Format (CDF).

Ed è proprio CDF il “collante” di Wolfram Education Portal. La piattaforma è concepita a mo’ di libro interattivo: le lezioni sono suddivise per corsi che presentano esercizi risolti e/o ancora da eseguire. Le discipline proposte, ovviamente, sono tutte legate alla matematica e alla fisica — le materie di ricerca di Stephen Wolfram.

L’accesso a Wolfram Education Portal, al momento, è gratuito. La presentazione non cita l’eventualità di pagare per il servizio: tuttavia, rientrerebbe nella politica commerciale di Wolfram Research. Un altro limite è la lingua. Wolfram utilizza soltanto l’inglese: è una scelta precisa, che risale all’universalità della matematica.

Via | Wolfram Alpha

Wolfram Education Portal, la nuova risorsa per studenti e insegnanti é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 09:00 di venerdì 20 gennaio 2012.

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